44) Cattaneo. La scienza ha fatto progredire la filosofia.
Secondo Carlo Cattaneo i filosofi continuano ancora a confrontarsi
con gli eleati, con Platone e cos via, non rendendosi conto che
la scienza ha trasformato i problemi filosofici e ha fatto
progredire la filosofia.
C. Cattaneo, Scritti filosofici (pagine 110-112).

Quanti che la filosofia persevera a considerar come problemi,
perch al tempo di Parmenide o di Platone erano problemi; ed ora
nol sono pi! Quante astruse questioni, quante fantastiche
ipotesi, quante asserzioni estranee e contrarie alla natura
dell'uomo e dell'universo, non empiono ancora di loro una
tradizione, non dico le scle, le scle condannate sempre a
ignorare il genio dei tempi, ma i libri pi dotti; ed anche i pi
arditi!.
Io non sono come alcuno, al cospetto di tutta la scienza moderna
osi parlare ancora dei fenomeni con quel disprezzo, col quale,
potenti d'ingegno e poveri di sapere, ne vaneggiarono li Eleati e
li Alessandrini. Io non so come si possa assimilare ancora ad un
caos questo universo commensurato in ogni sua parte dalla velocit
della luce; l'azione della quale si trasforma e si rappresenta con
leggi numeriche inalterabili nel calorico, nell'elettrico, nel
magnetico, e in tutte le altre forze del moto e della vita.
Poterono li antichi sprezzare i fenomeni, e opporli all'idea,
perch i fenomeni non erano ancora ordinati e interpretati in
idea. N vi era l'arte, n si era ancor pensato potervi esser
l'arte, di ordinarli e interpretarli. Chi vedeva la fiamma salire,
e il sasso cadere, e il corso della marea affrontare il corso de'
fiumi, e trasporsi con ineguale velocit i pianeti, poteva
imaginare una cieca pugna tra la natura inerte del sasso e l'amor
della fiamma per le alte sfere, e i liberi voleri dei genii che
erravano colle acque e colli astri. Ma per noi, queste sono tutte
manifestazioni concordi d'una unica forza di gravit; sono ci che
debbono essere; n possiamo concepire che siano altrimenti.
Mirando tali fenomeni in terra e in cielo, noi non proviamo pi
quella vertigine che costringeva i savi antichi a ritrar li occhi
dalle cose del mondo per acquietarli nelle tenebre dell'ontologia.
Or se vi  splendida verit che le scienze abbiano ai d nostri
conquistato alla filosofia, si  quella che ogni fenomeno  parte
d'una legge. La legge  la costanza dei fenomeni, la legge,
intuita dalla ragione,  l'idea.
[...].
La filosofia  lo studio del pensiero; sommo sforzo del pensiero 
la scienza. Vuolsi dunque osservare il pensiero soprattutto nelle
scienze, e con pi intenso scrutinio in quelle che provano la
rettitudine e l'efficacia dei loro procedimenti con la sicurezza
appunto e con l'assiduit delle scoperte. Si possono attingere
egregi esempi d'analisi nella chimica e nell'economia, di sintesi
nella geologia, di classificazione nella botanica e nella
zoologia, di deduzione nella geometria, d'induzione nella fisica,
d'analogia nella medicina, d'applicazione nella meccanica e
nell'agricultura, d'osservazione e quasi di sensazione ridutta ad
arte nella meteorologia. In questi grandi pensamenti, in cui
l'intelletto palesa a s ogni pi alto suo potere, la filosofia
pu trovare pi sicuro lume intorno alla natura del pensiero, che
non fra li indistinti e oscuri fenomeni dei primordi della vita.
Grande Antologia filosofica, Marzorati, Milano, 1975, volume
ventitreesimo, pagine 749-750, 754.
